domenica 15 luglio 2012

Diversamente eroica

Sabato sera
"Mamma, la Zia pasticcera dice se andiamo a mangiare il pesce con lei e lo Zio. Ci andiamo, ci andiamo?"
Ok.

"Domani mattina c'è la camminata avisina, ci andiamo?"
"A che ora ci si deve alzare?"
"Alle 7; la partenza è per le 8.30."
Ok.

Domenica
"Oggi pomeriggio vengono i cugini e famiglia."
Ok.

Domenica pomeriggio
"Stasera la Lilli gioca al calcetto saponato al parchetto! Ci andiamo, ci andiamo?"
"Fanno anche da mangiare, vero?"
"Si!"
Ok.

In tutto ciò, considerate il fatto che io ho ricominciato ad andare al lavoro.
E con orari strani.

Storie di una vita diversamente eroica.

sabato 14 luglio 2012

Desolante

Desolante, rientare nel posto in cui lavori, vedendo tutto in uno stato di caos improponibile, ma esserne comunque contenta, perchè vuol dire che tra un po' tutto tornerà alla normalità, con la solita routine, ma un po' più tollerata.
Perchè è assodato che ti accorgi di quanto ti manca qualcosa, quando non ce l'hai più.
Molti si accorgono ora che il loro tanto odiato lavoro non è poi così male, che si sta bene, anche se si sono sempre ostinati a negarlo. Anzi, ben vengano gli straordinari e gli orari strambi, le alzataccie e le faticate.
A me, il mio lavoro è sempre piaciuto, specialmente quello che faccio da 12 anni, ma anche prima, difficilmente sputavo nel piatto in cui mangiavo. Poi, ci sta che si aspiri sempre al meglio.

Desolante, però, vedere di come le fatiche di tante persone possano essere ridotte ad un cumulo di macerie sconclusionate da uno stupido e improvviso, caotizzante e impaurente, destabilizzante e banale evento naturale.

P.S. : comunicazione di servizio.
Pare che avrò molto meno tempo per scrivere qui, quindi avverto i miei 29 lettori che i post saranno temporaneamente saltuari, cioè scriverò quando posso!
Ma scriverò, non preoccupatevi! Per me questa è una terapia!

venerdì 13 luglio 2012

Esondazione

Gnome nella piscinetta, o meglio, in quella pozza di plastica con venti centimetri di acqua; io che stiro, guardandole dalla finestra e ascoltando le loro urla, perchè finchè sono in grado di gridare, sono vive.

"Mamma, corri, corri, aiuto!"
"Cosa succede?", ovviamente correndo.
"La micrognoma ha aperto la valvola dell'aria e la piscina si sta sgonfiando! Aiuto, esce l'acqua!"

Lei, la piccola peste, mi guardava con occhi da furbetta, mentre io, gocciolante di sudore un po' per la stirella, un po' per lo spavento, un po' perchè stavo gonfiando con la pompa la tinozza plasticosa sotto il sole cocente, cercavo di arginare l'esondazione e spiegare il motivo per cui non lo avrebbe dovuto fare...

giovedì 12 luglio 2012

Qualche pezzetto di zia

C'è questa zia, Zia E., che tutte le volte che mi vede si commuove, non so bene il perchè, che non vedo da più di un anno, anche se la distanza in km che ci separa non è poi così tanta, che è sempre stata dolce e cara. Questa zia è sempre stata un po' malata, ma comunque molto presente, molto indaffarata ed energica.
Ieri ho preso con me le gnome e sono andata da lei.
La malattia che la snerva è molto peggiorata, tanto da renderla quasi irriconoscibile: si è rimpicciolita, deformata, invecchiata; persino i suoi biondi, boccolosi e forti capelli la stanno abbandonando. Mi ha fatto molta tenerezza: oltre ad essersi commossa, si prodigava per darci da bere e da mangiare, pur faticando non poco, tanto che l'ho fatta sedere e ho fatto da me.
E' incredibile che brutta faccia abbia il dolore.
Nonostante il male la stia succhiando piano piano, ha una grande voglia di trasferirsi nella sua nuova casa, lo si percepiva dal suo racconto con gli occhi comunque luminosi.
Un grande aiuto lo da lo Zio R. che sdrammatizza dicendomi: "C'è ancora qualche pezzetto di Zia!"
Nonostante tutto, quando ce ne siamo andate, lei era li fuori, in cortile, in piedi per miracolo, a fare ciao con la manina, finchè non siamo sparite dietro l'angolo di casa sua...

mercoledì 11 luglio 2012

La lista

Trascinata dall'onda mossa dalla solita mamma , mi accingo ad iniziare una mia lista su alcune cose che sarebbe bello accadessero, spronata dal fatto che lei assicura che avranno una loro evoluzione, prima o poi.
La solita ispiratrice consiglia di buttare giù un elenco di cose che sarebbe bello fare o avere: come potrei esimermi?
Eccola, dunque, la mia top list:
  • non sarebbe bello se festeggiassi il prossimo anniversario con una cenetta a due con Papozzo?
  • non sarebbe bello se riuscissimo a fare i soliti tre/quattro giorni al mare tutti insieme?
  • non sarebbe bello se potessi avere più tempo per me stessa?
  • non sarebbe bello se le gnome non litigassero incessamente?
  • non sarebbe bello se riuscissi ad essere meno urlatrice?
  • non sarebbe bello se fossi più sicura di me stessa?
  • non sarebbe bello se avessi più tempo per leggere?
  • non sarebbe bello se mi ricordassi un po' di più?
Parentesi per l'ultimo punto: sarebbe bello, ma non sarei più io, quella che scorda i compleanni a cui sono invitate le gnome, che tralascia di mettere il pannolo alla micrognoma prima di portarla al nido, che dimentica le borsone per la spesa quando va al centro commerciale e lascia il biglietto con l'elenco delle cose da comprare nel portaoggetti della macchina, ecc...

Mi accontenterei dei primi due punti per quest'anno...

martedì 10 luglio 2012

Tutte le sere

"Mamma, voglio il bibe!"
"Mamma, voio te..."
"Mamma, mi aiuti?"
"Mamma, ho la pipìììì!"
"Mamma, mi accompagni?"
"Mamma, non trovo le ciabatte..."
"Mamma, leggi!"
"No, raccontaci una storia!"
"Ho sete..."
"No, io vicino teeeee!"

Tutte le sere, prima di addormentarsi, le gnome dicono le stesse frasi.
Tutte le sere, faccio loro presente che ho due sole mani e che esiste anche Papozzo, il quale è dotato di altre due mani, complete di dita, che possono svolgere gli stessi servizi.
Pare, però, che la mamma sia sempre la mamma...

lunedì 9 luglio 2012

Mi chiedo

Le gnome mi fanno sclerare.
A volte penso che se potessi tornare indietro con una macchina del tempo, forse non lo rifarei, o forse si.
La mia vita è super impegnativa e impegnata, super stancante e faticosa.
Spesso non ho il tempo logistico minimo sindacale per me stessa, nemmeno per una doccia in santa pace.

Ma.

Si, c'è un ma.

La riflessione arriva trascinata come un fiume in piena dalla notizia del bimbo lasciato nella culla della vita a Milano: quali pensieri affollati e contrastanti, disarmanti o forzati, confusi e infelici, può aver avuto la madre, nei momenti precedenti la sua scelta?
A suo tempo, quando scoprii di aspettare la micrognoma, impiegai un bel po' ad accettare la cosa; chi mi conosce sa quanto ho pianto, quanto ho faticato a diventare consapevole della terza pancia e di tutto quello che avrebbe comportato.
Ma (eccolo) io avevo dalla mia parte Papozzo e tutta la mia famiglia.
Quindi sono andata avanti, pur sapendo che non sarebbe stato facile.

Non voglio assolutamente giudicare, solo mi viene spontaneo farmi delle domande.
Mi chiedo in che situazione si trovi una madre che rinuncia al proprio figlio.
Mi chiedo se sia stata una scelta libera e consapevole.
Mi chiedo se sia giusto.
Mi chiedo se non ci siano state altre possibilità.