domenica 21 luglio 2013

Problemi di memoria


Ultimo post scritto: 5 Luglio.
Poi, il nulla.
Una spiegazione mi sembra doverosa.

Eccola.

Nello sperduto paesino dove mi colloco, c'è stata la sagra: tutta la smemo-family è stata impegnata. Chi a preparare la pesca di beneficenza, chi ad allestire lo stand gastronomico, chi a portare le gnome in giostra e alle varie iniziative per bambini (ed erano tante...), chi a mangiare (e diamo soddisfazione ai cuochi che si sono prodigati!). Il tutto pur continuando ad andare al lavoro...

Una chicca della "colazione in fattoria" (trattasi di visita ad una azienda agricola del paese, con aggiunta di ricco buffet composto da brioches, succhi, focaccia e quant'altro) dove abbiamo portato le fanciulle, rigorosamente in bici, è stata, ovviamente, a carico della Micrognoma. Passando tra i box dove vengono tenuti i vitellini nei primi giorni di vita, la riccia biondina, alla vista del contenitore dal quale le bestiole bevono il latte servendosi di una maxi-tettarella, ha esclamato: "Guadda, hanno il bibe!", facendo ridere tutti quelli che l'hanno sentita.

Avevo in mente tanti altri aneddoti di quei giorni intensi da riportare, ma un altro incidente di percorso stava per accadere, ed essendo io notoriamente smemorata, se non scrivo, dimentico.

Verso il 10 Luglio, infatti, mi stavo accingendo a buttare giù due righe sulle mie giornate gnomose e non solo, quando, all'improvviso, una strana schermata mi ha bloccato, in senso letterale del termine, il pc.
Una settimana in assistenza con cura antibiotica, anzi antivirale, e tutto è passato. Spero non ci saranno ricadute.


Durante questi giorni, sprovvista di tecnologia, ho immagazzinato episodi da raccontare, giornate da condividere, esperienze degne di essere lasciate ai posteri.

Lo sforzo maggiore è ricordarseli, visti i problemi di memoria.

Ma ci proverò. Oh, se ci proverò!



venerdì 5 luglio 2013

Passioni ereditarie





In realtà noi leggiamo in camera da letto.
E ci devono essere tutte e tre le gnome.
E chi legge, solitamente io, saltuariamente la Gnoma Grande, deve obbligatoriamente ed inevitabilmente far girare il libro/opuscolo/tomo/albo illustrato affinché tutte possano apprezzare le illustrazioni, dette barbaramente figure.
E si devono spiegare le parole difficili sconosciute.
E bisogna chiarire le situazioni incomprese, quelle che intuisci dalla faccia a forma di punto di domanda che non hanno capito.

Vista così, è una cosa pesantissima.
Invece no: è divertente. Ne escono cose buffe, a tratti esilaranti. Se solo me le ricordassi; è che se non le scrivo subito, le dimentico.

Comunque, trattasi di metodo L.A.V.A., come suggerisce la solita mamma nel suo blog.

A dire il vero, io ho iniziato ad utilizzare questo metodo (L.A.V.A. = Lettura A Voce Alta) molto tempo prima di sapere che si chiamasse così, quando la Gnoma Grande era veramente piccola.

E devo dire che ci credo fortemente; in effetti, pare dia i suoi frutti: l'unica gnoma finora in grado di leggere in autonomia ha già iniziato a divorare libri adatti alla sua età, attività che svolge quando non è sorelle-affiancata.

Per coltivare questa passione ereditaria (quanto ho letto nella mia gioventù!), ho fatto una capatina nel luogo dove sapevo erano custoditi i miei libri preferiti da piccola. Ne ho portati a casa un sacco (nel senso letterario del termine). La Gnoma Grande li ha guardati, sfogliati, anche annusati, e ne ha fatto una classifica, proponendosi di leggerseli in pace.

Magari in mia compagnia: una a fianco all'altra, con un libro ciascuna.



Questo post partecipa al blogtank di luglio.




giovedì 4 luglio 2013

Anche a casa


Chi va al mare si perde i figli in spiaggia.
Chi va alle sagre si perde i figli tra la folla, o tra le giostre.
Chi va in montagna si perde i figli tra i boschi.

Io ho fatto di meglio: mi sono persa la Micrognoma a casa.

Non ridete, che mi sono impanicata veramente.


I fatti.

"Gnoma Grande, vai giù, li fuori, vicino alla scala c'è la ciotola di Bobo (ndr: il cane). Me la porti, così poi Papozzo gli porta da mangiare."
"Ok."

....


"Eccola."
"Grazie."

Riempita la ciotola, mi accorgo dell'insolito silenzio.
Inizio a contare le gnome: una, due; ne manca una!"

"Ma dov'è vostra sorella?"
"Sarà in bagno."
"Non c'è! Non c'è da nessuna parte. Non è che sia venuta fuori con te prima?"
"Si, ma non è tornata su? Non era dietro di me?"
"Non lo so. Io non ho visto che era venuta con te! MICROGNOMAAAAAAA"

Scendo di corsa.

La ritrovo sulla porta, stava entrando, con estrema tranquillità. Ha sentito che l'ho chiamata.
"Ma dove eri?"
"Fuoli."
"Lo devi dire quando vai da qualche parte, anche se sei a casa!"
"Ma sono rimatta qui, davanti alla polta!"

Se non sto attenta, questa se ne va a zonzo per il paese!




mercoledì 3 luglio 2013

La mia torta




IERI 


La Zia Pasticcera si offre per preparare la cena.
"Alla torta pensi tu?"
"Ok."

Dopo un po', mi arriva un sms: Per la torta, faccio in tempo, la faccio io.

Va bene, penso scettica: non so come fa, ma ok.


Dopo una cena con i fiocchi, ecco la torta che mi è stata presentata con tanto di mega-candela scoppiettante:




Per chi non la conoscesse, trattasi della famosa perle e rubini della rinomata Pasticceria Antoniazzi di Mantova, nonché torta del nostro matrimonio.


Papozzo si è prodigato per andarla a prendere, far fare una strana scritta e tramare con la Zia perché io rimanessi all'oscuro di tutto fino alla fine!


martedì 2 luglio 2013

38



Nessuno ha la febbre, tranquilli.
Sono solo i miei anni.

Trentotto lunghi anni.

Sabato qualcuno mi ha detto che ne dimostro al massimo trentacinque: l'avrei baciata, quella persona, ma non avevo abbastanza confidenza...

Chi mi chiede: "Cosa ti regalo?"
"Non so, fai tu..."
Che poi a me 'sta domanda fa un po' ridere.

Se dovessi veramente sviscerare i miei desideri più materiali, vorrei una settimana in un centro benessere a cinque stelle, servita, riverita e massaggiata da capo a piedi.
Oppure la camera da letto nuova, che nella mia, composta da vecchi mobili recuperati a destra e sinistra, ogni volta che apro l'anta dell'armadio dove tengo le lenzuola, rischio che mi cada addosso (e ho pure il marito falegname...)
Mi potrei anche accontentare della cucina dei miei sogni, quella con l'isola col lavello e il piano cottura al centro, ma il presupposto sarebbe la casa dei miei sogni.

In realtà, ciò che ho sempre desiderato, ce l'ho: tre gnome che fanno arrabbiare il giusto, che non lasciano ascoltare nemmeno il tg, che litigano e urlano ogni tre per due, ma che poi ti fanno sciogliere con la frase, tipica di tutte e tre: "Mamma, ho voglia di te...".

La famiglia che ho, me l'ha regalata Papozzo, ed è il dono che ho tutti i giorni.




lunedì 1 luglio 2013

Era ora


Un intenso week end.    

Venerdì sera: cena di fine Grest parrocchiale, a cui ha partecipato la Gnoma Grande, con annesso spettacolino.

Sabato pomeriggio: due splendide ore abbondanti in centro benessere insieme a Papozzo, con docce emozionali, talassoterapia, massaggi e tutto il contorno. Sono uscita che mi sentivo una farfalla.

Sabato sera Carnevale danzante nel paese limitrofo, dove abbiamo presenziato con la nostra Ape e tutto lo sciame, dalle più fastidiose, alle più piccole, alle operaie, alle casinare. Vabbè, l'ultima categoria di questo insetto esiste solo qui, ma vi assicuro che è stata una bella festa.




Domenica: festa di compleanno di un componente dell'associazione che organizza gli eventi del nostro paesino. Una bellissima giornata in riva ad un laghetto in mezzo alla campagna. Il risotto, il salame, l'arrosto, i dolci, la musica, il melone, non mancava niente.



Peccato poi sia piovuto, così, all'improvviso: dei goccioni da un litro e mezzo l'uno!!!
Strano, però, che continuasse a splendere alto e caldo il sole...
Che fossero gavettoni?

Eh, si, il clima si è fatto piuttosto umido, ma ci siamo divertiti un sacco!

I bambini più piccoli erano rimasti incolumi fino all'ultimo e si sentivano estromessi dal gioco, per cui sono entrata in azione io e con una bottiglia li ho schizzati appena un po': erano contentissimi di essere bagnati anche loro!

Domenica sera: benefici del pomeriggio-relax del giorno precedente totalmente vanificati; tutti KO, ci siamo fatti una doccia veloce e ci siamo divanizzati.

Lunedi: si torna alla solita routine. Finalmente. Era ora.


giovedì 27 giugno 2013

Ricordi di montagna



L'anno scorso abbiamo passato una splendida giornata in montagna, nonostante qualche imprevisto.
Abbiamo capito che alle Gnome piace.
Hanno apprezzato il verde, il paesaggio, il fresco (anche se quest'anno ne faremmo anche a meno!), i cavalli, dei quali avrebbero forse voluto approfittare di più, e i cibi.

Se dovessimo pensare ad una vacanza montanara con le fanciulle, vorremmo trovare un posto dove ci sia la possibilità di poter fare amicizia con cavalli o altri animali, di fare passeggiate ed escursioni in mezzo alla natura e, ultimo ma di non minore importanza, di assaggiare cibi tipici e diversi dal solito a cui siamo abituati.

Penso che le dovremmo portare in un ambiente accogliente, come una famiglia quasi, dove possano essere accompagnate passo passo nell'esplorazione dell'ambiente circostante, con l'arricchimento di racconti di persone indigene che rendano affascinante il tempo trascorso e che fissino nella loro memoria la vacanza.

Ricordo le mie lunghe vacanze da piccola, sempre, rigosamente in un piccolo paesino dove mi conoscevano tutti: passavo i pomeriggi a leggere sotto alberi sempre diversi, le serate mangiando un gelato in piazza con gli amichetti del posto, e le mattine a letto fino a tardi, che il fresco lo permetteva, con molto piacere mio!
Ho ancora in mente i racconti di alcuni anziani del paese, attorno ai quali si riunivano i ragazzini per ascoltare le loro strane storie. Non so se vere o inventate, ma sempre istruttive.

E la passeggiata per arrivare in cima al piccolo monte con la Chiesetta e le antenne, che si faceva a gara a chi arrivava primo. Poi giù di corsa. E a volte si cadeva e ci si sbucciavano le ginocchia.

Indimenticabili anche le partenze all'alba per raggiungere quell'ultimo rifugio, su in alto, dal quale si godeva della vista ammaliante di gran parte della pianura antistante, e se la giornata era limpida, del Lago di Garda. Una volta lassù, si mangiavano cose buonissime, forse rese tali dalla gran fame che veniva dopo la scarpinata. Il giorno dopo si era tutti indolenziti, ma contenti.

Questo post partecipa al contest di Freshmamma. Dateci un'occhiata: fino al 30 Giugno.