sabato 10 agosto 2013

Pillole 19



Micrognoma

"Stamattina mi metto i bernuda."
"Quetto è il mio larmadio e quetto il mio sacchetto!" (cassetto)



Gnoma di Mezzo

"Mamma, c'erano tre bandisti che suonavano!"
"Nonna, sai che siamo andati a mangiare la pizza al Lago di Gardaland?"
"Il vetererinario è il dottore dei cani."
"Questo è un abbraccio plurido!" (trad.:plurimo)



Gnoma Grande

"Sembri un'anatra starnezzante!"
"Mi ha tirato i loboli delle orecchie!"



venerdì 9 agosto 2013

Obiettivo ottenuto




Sul terrazzo, ieri mattina, per poter prendere quella flebilissima brezza tiepida che ci poteva attenuare il caldo afoso e soffocante che dopo le nove iniziava a farsi sentire.


Gnome litiganti e urlanti, contendendosi un bambolotto.

Tentativo di sedare la rissa.

"Basta urlare, ragazze! Quale è il problema?"
"Ma lei vuole tutto quello che ho io! Quando mi sposerò, vorrà anche il mio vestito, se andiamo avanti così!"
"No. Vorrà tuo marito!"

Segue inevitabile sonora grassa risata a quattro voci.


Animi quietati, obiettivo ottenuto, almeno per qualche minuto...




giovedì 8 agosto 2013

Ars oratoria



Questo episodio mi è stato riferito da Nonna Mimi e da Papozzo, in quanto la vicenda si è svolta mentre io ero assente.

Le Gnome dovevano presenziare alla Giornata dell'Acqua al Crest, ed era quindi richiesto il costume sotto ai vestiti, data l'enorme quantità di gavettoni in programma.
La nonna e Papozzo si sono adoperati per fare indossare bikini (le Gnome sono estremamente vanitose) alle due grandi, mentre per la Micrognoma, ancora troppo magra per trovare in commercio la sua taglia di costumi a due pezzi, era stato preparato un monopezzo che consisteva nella mutandina.

Alla vista di quel che avrebbe dovuto mettere, la piccola riccia di casa si è infervorata e ha cominciato un comizio che Grillo gli fa un baffo!

"Io non mi metto quel cottume lì, peRchè le mie soRelle hanno il pezzo di sopRa! Lo vojio anche io!!!"
"Ma non c'è per te perchè sei ancora troppo piccola..."
"Beh, alloRa io mi metto quello gRande, quello nuovo!"
"Ma è intero, va bene per andare in piscina. Poi oggi c'è tanto caldo, stai bene a stare in mutande!"
"No, peRchè dopo i bimbi gRandi mi guaRdano le tette!!!"

A questa argomentazione, nonna Mimi e Papozzo hanno desistito, annichiliti dall'ars oratoria della Micrognoma.




mercoledì 7 agosto 2013

Ti faccio uno shampoo


Ieri, l'ultima birichinata della Gnoma più piccola, ma più scalmanata.

Ero giù in lavanderia che, con molta calma (non ho ancora recuperato tutte le mie forze) e con l'aiuto di Nonna Mimi, stavo caricando una lavatrice, quando sento le Gnome piccole urlare in bagno, al piano superiore.
O meglio, la Gnoma di Mezzo, gridare disperata.

La Nonna si offre di andare a vedere che cosa sta succedendo.
"Vieni a vedere cosa hanno combinato!"

Cercando di essere abbastanza veloce, mi precipito su per le scale e vado nella stanza dove regna il caos.
Entrando, la scena che mi si apre alla vista è questa: un lago a terra e la Gnoma di Mezzo con i capelli pieni di schiuma.
Inutile dire che invece la Micrognoma aveva un ghigno soddisfatto, come sempre dopo una marachella.

Praticamente, le due fanciulle si erano recate a lavarsi le mani sul bidet, essendo troppo piccole per arrivare comodamente al lavandino, e, approfittando del fatto che la grande era china a bagnarsi, la piccola ha pensato bene di versarle il sapone liquido sulla testa e, successivamente di buttare acqua, per farle uno shampoo!



lunedì 5 agosto 2013

Fatti degni di nota



Durante il mio soggiorno all'ospedale sono accadute cose degne di nota.



1) Pare che, durante la mia assenza, qualcuno abbia acquisito l'uso della R.


"Mamma, ho fRRRReddo"   (con 40° in media)
"Io mangio pRRRRRRosciutto e melone."
"Adesso sono gRRRRRRande, io!"
"StaseRRRRRRa c'è la festa del cRRRRRRest, poi alla fine c'è da mangiaRRRRRe e da beRRRRRe."


2) La mia vicina di letto mi ha confessato che pensava io avessi dieci anni in meno.

Ho chiesto alle infermiere cosa ci fosse nella sua flebo.


3) Ho perso due chili e mezzo in tre giorni.

Mi crogiolo nella dolce sensazione che il fenomeno sia per il momento irreversibile, anche se so che probabilmente li recupererò in altrettanto poco tempo.


4) L'intera Smemofamily è sopravvissuta incolume alla quotidianità.

Questo potrebbe essere un'ottima argomentazione in caso di necessità di fuga programmata per uno o più giorni.


sabato 3 agosto 2013

Un'ottima squadra



Anche quest'anno niente spiaggia, niente mare.
E dire che qualche giorno fa stavo per prenotare una intera settimana!
Ma l'anticipo di un piccolo intervento mi vede impegnata con la convalescenza proprio nel periodo in cui era possibile andare.

E' stato difficile dire alle Gnome: "Mi spiace, non andiamo al mare, perchè la mamma deve andare in ospedale e poi si deve riposare per un po'."
Ma pare abbiano capito e non hanno fatto storie.

Ora lo posso dire: avevo proprio paura.
Di non svegliarmi.
Di non rivedere più le persone a me care.

Invece sembra che sia andato tutto bene.

Le Gnome sono state bravissime: mi sono venute a trovare un paio di volte, durante la degenza, con Papozzo.
La prima sera mi hanno guardata in modo strano per capire se potevano toccarmi e in che modo, baciarmi, parlarmi. Avevano uno sguardo tra il buffo e l'interrogativo: tipo mamma possiamo saltarti in braccio o ti rompi?

Anche Papozzo va sicuramente e abbondantemente elogiato, dal momento che è rimasto con me per tantissime ore tutti i giorni, aiutandomi ad alzarmi, a camminare, a lavarmi, a cambiarmi, proprio come una quarta figlia.
Ha atteso per ore, preoccupandosi anche per il troppo tempo impiegato rispetto a quanto ci era stato prospettato, all'uscita dalla sala operatoria, ha parlato con dottori e infermiere, curato la parte burocratica dell'avventura, gestito le Gnome a casa, programmando con le nonne i tempi della nostra assenza, e prodigandosi per non fare mancare niente.
Mi ha fatto ridere, anche se poi lo sgridavo perchè mi tiravano i punti.

A farmi commuovere, invece, ci ha pensato la Gnoma Grande, con la collaborazione delle sorelle.
Le tre fanciulle sono arrivate una sera, accompagnate da Papozzo, con un pacchetto contenente una collana fatta da loro e un foglio pieno di cuori e di scritte in rima.

Per mamma e papà

Era triste la giornata
senza di voi,
ma poi è diventata
assai allegra e armoniosa
con gite e scherzetti
non è più noiosa
ma molto allegra.
Mamma, tu la pappa ci prepari,
Papà, tu ci porti
in gita, ma dove?
forse a Bari,
Mamma ci vestirà
e Papà guiderà,
con qualche extra scherzetto
e magari un pagliacetto.
Insieme un'ottima sguadra siete.      (non è un errore di battitura, c'è scritto proprio così!)


In effetti, noi cinque siamo proprio un'ottima squadra!

lunedì 29 luglio 2013

Principesse, castelli e api



Nel lasso di tempo in cui non ho scritto nulla (qui potete leggere perchè) abbiamo vissuto moltissime esperienze, alcune nuove, altre già sperimentate.

C'è stato un pomeriggio di baby dance con il volto completamente truccato, una divertentissima (ma prosciuga-energie) festa di compleanno di un'amichetta, svariati giri in giostra e ore di sonno (della sottoscritta!) lasciate alla brezza leggera delle serate all'aperto.

Poi è arrivato finalmente il caldo, quello vero.
E il conseguente e ormai prevedibile giro al fresco proposto da Papozzo una domenica mattina, dopo un'abbondante colazione a base di brioches appena sfornate, consumate non proprio all'alba.
"Vestitevi che andiamo a fare una capatina in montagna!"
"Ma...adesso??? Ma sono quasi le dieci!"
"Io vado. Chi vuol seguirmi si prepari!"

Ovviamente in un quarto d'ora (abbondante...) eravamo tutte pronte, Gnome complete di braccialettini anti-nausea e occhialini da sole.
E via, autostrada in mezzo ai monti!

Dopo qualche chilometro particolarmente trafficato, il nostro autista senza meta decide di abbandonare la grande pista asfaltata e di seguire una stradina tortuosa in mezzo al verde.
Visto l'orario ormai più che consono al pranzo (vicino anche a quello della merenda, in verità: l'una e trenta!) , le Gnome manifestano una improvvisa fame. Contemporaneamente avvistano un castello, affermando di voler andare a conoscere la Principessa che sicuramente ci vive!
Indico un cartello giallo a Papozzo: la Casina, km 1,5.
Prontamente l'Astrobubu segue l'indicazione. Saliamo in mezzo al fresco dei boschi, percorrendo tornanti e curve strette, fino ad uno spiazzo dal quale si intravede una tipica costruzione di montagna con un bellissimo pergolato e tanti tavoli apparecchiati.
Il mio fiuto per questi posti è ormai cosa nota (e si può evincere anche dalla mia tutt'altro che esile silhouette) e viene confermato dai buonissimi piatti tipici della zona gustati con voracità anche dalle Gnome.
Soltanto a fine pranzo le fanciulle si accorgono che nel giardino sono presenti giochi e altalene, per cui io e Papozzo fatichiamo non poco per portarle via.
Per fortuna mi ricordo del castello e della sua improbabile inquilina|!
"Ragazze, andiamo a vedere la principessa?"
"Siiiiiii!!!!!!!!!"

Quindi via verso il castello di Drena nella speranza di incontrare la regale fanciulla...
Centosei scalini con zeppa da dieci centimetri, un'esperienza quasi mistica, per salire fino in cima al mastio in cerca dell'eterea presenza; sulla sommità ci attendeva, invece, solamente una notevole brezza ristoratrice e fresca.




Poi, giù nuovamente per la stretta scalinata in legno, accompagnati dai delusi commenti della Micrognoma:"Ma non abbiamo vitto la Plincipessa! Ma dov'è andata?"

Scendendo a piedi la strada fatta di ciottoli rotondi, lucidi e scivolosi, che ci riporta al nostro mezzo di trasporto, intenta a non capitombolare sonoramente, vengo bruscamente attirata dalle forti urla della Gnoma Grande, qualche metro avanti.
"Aaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhh, aaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiihhhhhhhhhhhhhh, mi ha puntoooooooooooooooo, mi ha puntoooooooooooooooooooooooooooooo, fa maleeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee, bruciaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa!!!!!!!"
"Calmati! Dove? Cosa?"
"Aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaahhhhhhhhhhhhhhhhhhhh, aaaaaaaaaaaaaaaaaiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiihhhhhhhhhhhhhhhhhh"
"Non capisco!"
"Mi ha punto una bestia! Quiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!!!!"

Dopo un quarto d'ora impiegato per capire che un'ape, probabilmente, gli si era appoggiata sui capelli e che lei con la mano aveva tentato di mandarla via, ignorando che l'insetto poteva pungerla, come poi in effetti è successo, estraggo dalla mia borsa in modalità Mary Poppins un flacone di dopopuntura e cospargo bene la mano arrossata.
Tengo controllata la situazione per un po', ma il gonfiore diminuisce e, pare, anche il dolore.

Dopo qualche ora di coda grazie alla decisione di rientrare costeggiando il Lago di Garda, siamo di nuovo a casa, accaldati e stanchi, ma felici di aver passato insieme una bella, fresca, avventurosa domenica!