venerdì 23 agosto 2013

Sparizioni



Metà pomeriggio, caldo.
Mi sto gustando una fetta di cocomero fresco.

Le Gnome dormono, due nei loro letti, una nel mio perchè -diceva- non riusciva ad addormentarsi. O forse perchè il lettone le piace oltremisura.

Ad un tratto mi trovo davanti la Micrognoma piagnucolante, con una bocca rivolta all'ingiù come non mai, gli occhietti tristi e preoccupati, che mormora con voce stridula e flebile:

"Non trovo le mie ciabatte. Chi me le ha rubate?"

Non che solitamente sia un problema, visto che nel novanta per cento della giornata le tre donzelle si aggirano a piedi nudi in casa e in terrazza, ma lei mi sembra molto affranta da questa cosa.

Non posso fare a meno di coccolarla, sbaciucchiarla e accompagnarla nella ricerca spasmodica delle calzature perdute.
Peraltro misteriosamente scomparse sul serio, e di conseguenza non trovate.

Almeno finchè la Gnoma Grande, al suo risveglio, ha rivelato di averle riposte ordinatamente nella scarpiera, insieme alle altre. Al loro posto, in effetti.

Mistero risolto.



mercoledì 21 agosto 2013

Nove anni



Nove anni.
Di già?

Più otto prima.
Prima del 21 Agosto 2004.

Una mattina calda.
Una doccia, una controllata alla casa, ai fiori nella chiesa accanto.
Finalmente parrucchiera ed estetista nella mia stanza.
Mangiare pasticcini chiaccherando con loro, mentre svolgevano un ottimo lavoro su di me.
Il vestito, quello che sul manichino non mi piaceva affatto, ma che poi, su consiglio della nonna, ho provato giusto per dare soddisfazione a lei, e del quale mi sono innamorata pazzamente.

Il fotografo.

Okkei, è ora. Cioè, lo era un quarto d'ora fa, ma la sposa non può arrivare in orario, no?

Il tappeto rosso dalla porta di casa a quella immediatamente successiva della chiesetta romanica a fianco.

E lo vedo: Papozzo, che ancora non veniva definito tale per ovvie ragioni, bellissimo, mi viene incontro e mi dice, con gli occhi lucidi: "Eh, ma si...", che io so cosa vuol dire.

Entro, accompagnata da papà.

Alla fine della cerimonia, un temporale pazzesco, con tanta acqua; tutti, tranne noi, ormai fuori, sotto la pioggia battente, ci invocavano, ma io, incurante, ho preferito aspettare quei cinque minuti che bastavano a far cessare il diluvio.
Poi una cascata di riso e un sacco di baci a cui non ho potuto sottrarmi, anche se notoriamente io non ci vada pazza...

Poi ancora foto, e il ristorante, dove, quando arriviamo noi, i protagonisti, il gran buffet di antipasti è già totalmente esaurito. Mi dicono fosse eccezionale. Peccato non poter confermare o dissentire.

E il pranzo, la festa, la stanchezza, poi finalmente andiamo a casa.

Ma la cosa non finisce qui, perchè un gruppo di amici ci trascina, ancora vestiti da sposi, in un locale dove tutti mi additano "Guarda, c'è una sposa!!"

Qualche ora dopo, scopriamo coriandoli nel letto e varie sveglie che suonano a orari improponibili, nascoste ovunque.

Al mattino, partenza verso La Spezia, dove ci attende la nave che ci porterà in giro per il Mediterraneo.
Viaggio di cui non abbiamo nemmeno una foto, perchè la reflex di Papozzo ha pensato bene di smettere di funzionare proprio in quel frangente e con tutti gli innumerevoli rullini (chi non sa di cosa sto parlando è tristemente mooooolto più giovane di me) che avevamo acquistato per l'occasione.

Un paio di mesi dopo eravamo felici e litigavamo su nomi di bambini...



martedì 20 agosto 2013

Tutti pazzi per la spesa



"Allora, siete pronte? Andiamo?"
"Siiiiiiiiiiiiiiii!!!!!!!!!!!!"

Vista la mia convalescenza e il deserto che regna nel frigo e nella dispensa, Papozzo è andato all'ipermercato con tutte e tre le Gnome, ieri sera alle 19 circa, munito di dettagliata lista della spesa, rigorosamente buttata giù in base alla disposizione della merce, e duecentotrentadue indicazioni di vario genere in ordine sparso nella mente.

Dopo quasi un'ora, la prima telefonata.
"Ma che marca di pasta devo prendere? X o Y?"
"Va bene anche X, ma guarda un po' più avanti sullo scaffale. Non c'è Z, quella con il sacchetto trasparente e la scritta in nero?"
"Mhhh...Si, eccola. E preferisci fusilli, penne, farfalle o..?"
"Fate voi, va bene tutto. Prendi un pacco per ogni tipo."


Mezz'ora più tardi chiamo io, per sentire a che punto sono.
"Si?"
"Avete finito?"
"Stiamo prendendo la panna. A proposito, quale vuoi?"
"Una qualsiasi. Hai trovato quella al salmone?"
"Si."
"Quindi siete a metà circa."
"Mancano la verdura, la frutta e la carne."
In sottofondo:"Papozzo, io so dove sono. Peso io!"

Ulteriore telefonata, ma con nonna Mimi.
"Papozzo è andato a fare la spesa con le Gnome."
"Tutte e tre???"
"Si. Perchè?"
"E' un eroe."

Poco dopo, guardo l'orologio appeso in cucina. Sono le 21. La tavola è apparecchiata, in forno il contorno è caldo. Aspetto solo la carne da mettere sulla piastra.
Giusto per informarmi su dove siano, chiamo.

Musica a palla. Buon segno: sono in macchina, stanno tornando.
"Pronto? Mi sentite? Magari abbassare la radio potrebbe essere un'idea!"
"Ah, si, scusa mamma."
"Dove siete?"
"Stiamo tornando. Abbiamo preso la cena!"
"In che senso?"
"Siamo passati al Mac Drive e Papozzo ci ha preso gli Happy Meal!"

Ok, lo so che è contro ogni buona abitudine nutrizionale, che non è sano, che va contro i principi morali di ogni buon genitore e, diciamoci la verità,  non è nemmeno tanto buono, ma le Gnome avevano fatto le brave, anzi, erano state addirittura utili nell'approvvigionamento familiare, così Papozzo ha fatto loro una sorpresa.
Senza dire niente, all'uscita dal parcheggio dell'ipermercato si è diretto verso quel posto così ambito da ogni essere vivente dall'adolescenza in giù.

A casa, ho chiesto alle fanciulle se si fossero divertite.
"Si. Sembravamo quelli di Tutti pazzi per la spesa!"

Dovrò documentarmi a tal proposito, perchè io non l'ho mai visto e non so dire se mi devo preoccupare o meno per questa affermazione.



lunedì 19 agosto 2013

Smemorandum 8




Uscire con Gnome al seguito, chiudere tutte le porte di casa, tranne quella di ingresso, e accorgersene solo al ritorno, dopo essere stati fuori un'ora abbondante.



Ebbene, qualche tempo fa l'ho fatto.






venerdì 16 agosto 2013

Passione




Stanotte pensavo a quello di cui ho parlato qualche giorno fa.

Dal dizionario Sabatini Coletti:

passione

[pas-sió-ne] s.f.
  • 1 L'insieme delle sofferenze subite da Cristo nel periodo che va dalla notte passata nell'orto di Getsemani fino alla crocifissione; estens. (e freq. con iniziale maiusc.) il racconto evangelico della passione di Cristo; opera o brano musicale che ha per tema la passione di Cristo || settimana di p., quella che precede la settimana santa, intesa come commemorazione dei patimenti di Cristo
  • 2 Grande sofferenza spirituale, morale SIN penatormentoquel ragazzo mi farà morire di p.
  • 3 Sentimento di grande violenza e intensità: essere accecato dalle p.
  • 4 Trasporto amoroso, forte attrazione erotica; anche, la persona che ne è oggetto: quella ragazza è stata la sua ultima p.
  • 5 estens. Inclinazione, interesse molto vivo per qlco.; anche, l'oggetto di tale interesse: avere la p. del giocola pittura è la sua grande p. || fare qlco. per p., per inclinazione o per diletto, non per interesse economico | fare qlco. con p., con grande dedizione e sentimento

Mi chiedevo come si possa parlare di delitto passionale.

Lasciando perdere, ovviamente il primo punto, che esula dall'argomento, proviamo a prendere in considerazione gli altri.
Il secondo parla di sofferenza spirituale, che potrebbe essere collegata al tormento di non avere più l'ex compagna al fianco. Ma un delitto non ha nulla di spirituale.
Il terzo punto tira in ballo la violenza, ma come forza di un sentimento.
Il quarto tratta di amore.
La passione è strettamente correlata all'amore.
Ma come si può definire così qualcosa che porta ad un omicidio, ad un femminicidio?

L'amore, quello vero, secondo il mio modesto parere, fa desiderare la felicità incondizionata per la persona che si ama, tutto il bene possibile. E se questo vuol dire lasciarla andare, dovrebbe essere accettato. Perchè l'ex-partner sia, appunto, felice.

Il quinto rivela che la passione possa essere sinonimo di grande interesse e dedizione. Ma al punto da arrivare ad uccidere una persona? Allora non è dedizione.


Alla luce di quanto scritto sopra, questo tipo di violenze dovrebbero essere definite "di possesso" o "per gelosia", non di certo passionali!

Per me, l'aggettivo passionale ha comunque una connotazione positiva.

Forse sono io che ho una visione sbagliata della cosa?



martedì 13 agosto 2013

Non può andare bene



Questo, contrariamente al solito, non è un post dal contenuto leggero.
Ma oggi mi è preso così: riflettevo.

Dunque, questo avvocato penalista, rinomato, pare, di Verona, uccide la ex-fidanzata e, non riuscendo a infilare il corpo nel portabagagli, la mette sul sedile accanto al proprio e guida per duecento chilometri.

Ha del surreale.
Sembra un film.

Lei lo aveva denunciato per stalking, ma, a quanto emerge, la cosa è stata abbastanza inutile.

Questo è il punto.
Questo atto difensivo preliminare dovrebbe mettere in allarme, creare una sorta di salvagente, di protezione nei confronti delle vittime; invece mi sembra che non porti a nulla. Tantissime donne uccise avevano provveduto a farlo sapere alle forze dell'ordine, fiduciose che in questo modo sarebbero state tutelate.
Eccerto. Molte di loro ora sono in un cimitero.

Da donna e da mamma di tre future donne, mi chiedo se si possa fare qualcosa di concreto per eliminare questo problema.
Tipo (azzardo, lo so) tenere controllato un personaggio che è stato denunciato come stalker. Stargli addosso, controllare le sue telefonate, i suoi spostamenti e i suoi comportamenti.

Forse si riuscirebbe a intervenire prima.

Prima di arrivare a metà Agosto con 80 femminicidi, più o meno, dall'inizio dell'anno.
Molti dei quali preannunciati da relativa denuncia, ovviamente inefficace, della vittima.


Non può andare bene così.

Non va affatto bene.







lunedì 12 agosto 2013

Di stelle e di ricordi




La serata delle stelle cadenti.
Il 10 Agosto, la notte di San Lorenzo, la notte dei desideri.

Ricordo notti di gioventù, prima delle Gnome, trascorse dormendo in spiaggia, cantando pur essendo stonati, dicendo un sacco di stupidaggini, e ridendo tanto.
O altre trascorse col naso all'insù in mezzo alla campagna buia, lontano dalle luci dei paesi, per poterne vedere di più e meglio.
Altre ancora (ai tempi del liceo, suppergiù) davanti ad un falò in riva al Po, sulla sabbia fresca e umida.

Quelle più recenti, con la presenza delle Gnome, semplicemente dal giardino di casa, con contorno di "Eccone una!", "Ne ho viste di più io!", "No, non è vero, ne ho vitte più io!"

Quest'anno c'ho provato: quando le Gnome, stanchissime dopo una giornata in piscina a casa da un'amichetta, si sono addormentate, sono andata in giardino.
Ci sono rimasta circa settanta secondi. Scarsi, forse.
In cui non ho visto nemmeno un astro scivolare luminoso nella notte scura.

Poi, troppo stanca per rimanere fuori ancora, sono andata a coricarmi sul lettone, dove c'erano le mie tre stelle, quelle che illuminano la mia vita giorno e notte.

Anche se ancora avrei un sacco di desideri, mi basta vedere loro, ad Agosto come a Dicembre.