lunedì 13 gennaio 2014

Semplice



"Mamma, hai svegliato il nonno?"
"No, amore. Non ci sono riuscita..."
"Ma perchè non si sveglia?"
"Perchè è tanto stanco."
"Io voglio vedere il nonno."
"Non si può: i bambini non possono entrare in ospedale."
"Ma noi ci siamo già venute nel tuo ospedale, quando avevi male la pancia!"
"Ma in quel reparto vi hanno fatte entrare perchè li ci sono già dei bambini, appena nati."
"E il nonno è in un altro ospedale?"
"No, ma è in un altro reparto, dove i bambini non possono entrare."
"Allora ce lo portano qui, il nonno!"
"Ma non si può! E poi come lo portano fin qui? Lui è sempre a letto, addormentato."
"Portano qui il letto con lui sopra! E noi lo svegliamo."


Se tutto fosse semplice come lo è per i bambini...




giovedì 9 gennaio 2014

Nonostante tutto



Con le vicende accadute appena prima delle vacanze di Natale, ho dimenticato che questo blog, esiste da due anni.
In realtà, la data esatta sarebbe il 4 Gennaio.

Quindi, per festeggiare, scriverò cosa abbiamo fatto di carino con le Gnome, nonostante tutto, durante le festività.


  1. Abbiamo comunque partecipato al presepe vivente, avendo preso l'impegno: due angioletti, una pastorella, il falegname e chi si occupava di tenere buono il gruppo di bambini alati finchè non era il loro turno, distribuendo caramelle a destra e a manca nella semioscurità.
  2. Abbiamo mangiato panettoni fantastici (e non solo) in compagnia di persone splendide.
  3. Siamo stati a vedere Frozen (innamorandoci di Swen e di Olaf) tutti muniti di strani occhialoni, piangendo per la storia strappalacrime (io), tentando di afferrare i fiocchi di neve in 3D (Gnoma Grande) e scoppiando in un pianto disperato solo alla fine, quando si sono accese le luci (Micrognoma), stragiurando che al cimena non saremmo andati "mai più!".
  4. Abbiamo presenziato, con lo stomaco riscaldato da cioccolata calda e la borsa piena di calze contenti dolcetti, al rogo della Vecchia, una povera signora fatta di stracci e legno, bruciata in cima ad una montagna di legna.


Nonostante tutto.



venerdì 3 gennaio 2014

So cosa augurare



L'ultimo giorno di lavoro prima delle tanto agognate ferie doveva terminare alle tredici e trenta, per poi proseguire con la caccia agli ultimi regali e l'acquisto delle cose mancanti per il pranzo di Natale.
Invece è stata bruscamente interrotta da una brutta telefonata dello Zione.

Natale è ormai passato, senza aver terminato la caccia ai regali, ma con l'aggiunta di una sorta di pellegrinaggio quotidiano al reparto rianimazione del vicino ospedale.
Mi sono tanto arrabbiata con quell'uomo che ora giace addormentato, ormai non presente se non fisicamente, in quel letto, con un intarsio di tubi che lo contornano; quante volte l'ho, lo abbiamo, sgridato perchè fumava troppo, perchè non prendeva le medicine.

Dicono che serve molto tempo per capire, per vedere come si riorganizzerà il suo cervello, o quel che ne resta.

Ora che l'anno vecchio se n'è andato lasciando posto al nuovo, non so bene cosa augurarmi, non so cosa aspettarmi.

Ma so cosa augurare agli altri.

Auguro a chi passa di qua a leggere di non dover mai vedere mai il reparto rianimazione di un ospedale, qualunque esso sia.


domenica 22 dicembre 2013

Vi potete baciare i gomiti



"Stasera andate ognuna nel proprio letto, vero?"
"Noooo. Io voglio venire con te, altrimenti mi sento sola..."
"Ma come sola? Siete in camera in tre!!!"
"Ma sola nel mio letto!"
"Anche io voglio venire con te!"
"Ma povero Papozzo, lo fate sempre dormire in uno dei vostri letti, che sono troppo corti per lui!"
"...."
"Da solo, povero Papozzo..."
"Non è vero, non è da solo, c'è la Gnoma Grande nel letto vicino!"
"Ma il suo posto sarebbe qui nel lettone, mentre il vostro sarebbe nella vostra stanza, nei vostri bei letti."
"..."
"E poi voi siete fortunate! Pensate che io e lo Zione non avevamo una cameretta così bella quando eravamo piccoli! Ci avevano preso una cameretta da dividere in due stanze, così io avevo il letto con la testiera, il comodino e il comò con lo specchio, mentre lo Zione aveva la scrivania con la libreria, il comodino e un letto con la testiera diversa. E avevamo un armadio vecchio ciascuno."
"..."
"Papozzo invece dormiva in una stanzetta piccola con un armadio e il letto e basta. Quando si sono sposate tutte e tre le zie, lui si è trasferito nella stanza grande con il lettone, con armadio e comodini vecchi."
"A noi invece avete preso una bella cameretta nuova tutta colorata..."
"Ecco, quindi vi potete baciare i gomiti!"
"Perchè?"
"Provaci! Ci riesci?"
"No."
"Quindi vuol dire che se tu riuscissi saresti una persona molto fortunata!"
"Appetta che te li bacio io! Mmmpciuà! Ecco!"

Segue classica sonora risata globale, inevitabile in queste situazioni rese inaspettatamente comiche dalla spontaneità di una riccia pazza Micrognoma.






lunedì 16 dicembre 2013

Pillole 22



Micrognoma

"Mamma, ho fatto l'antipasto di ciccia infornale."


Gnoma Di Mezzo

"Sono una strega malvagiosa!"
"Mi piace questo pigiama! E' più...rotondo!"
"Se hai mal di schiena devi andare dallo schienista, no, dallo schienologo."
"Mamma, devi andare dal costeopota?" (trad.:osteopata)
"Io faccio la rattaccapalle!"
"Lo ha fatto per ingelosità, cioè...per gelosità!"


Gnoma Grande

"E' morto Bandela."




domenica 8 dicembre 2013

Arduo fine settimana




Siamo state, io e le Gnome, a due compleanni in due giorni consecutivi, al chiuso, con trenta bambini urlanti ogni volta, cinquanta palloncini da scoppiare e qualche lite.
Odio le feste rumorose in genere, al chiuso poi, non le sopporto proprio: tutto amplificato.
La prossima volta mi procurerò tappi per le orecchie.
Per fortuna la torta era ottima e abbiamo pure scambiato quattro parole, per quanto possibile, tra genitori.

Ma la cosa più grave di questo arduo fine settimana di dicembre, in cui tutto è contornato da brillanti lucette e sfavillanti decorazioni, primi approcci ai regali e organizzazione di sontuosi pranzi e luculliani cenoni, è stato realizzare improvvisamente, in un raro momento di silenzio in cui sono riuscita a carpire qualcosa dalla tv, che la foca parlante di uno spot di una nota azienda di telefonia si chiama come me.
Unica attenuante è che la voce di cui lo strano animale si serve è della grande, inimitabile, scoppiettante e unica Luciana.






mercoledì 4 dicembre 2013

Ovunque



Capita di mettere una mano in una tasca qualsiasi, dei jeans, del cappotto, della felpa, e di estrarre una molletta, un elastico per capelli, un fazzoletto di carta con Peppa Pig.

Capita di arrivare al lavoro, cercare freneticamente nella borsa il badge per timbrare ed estrarre un gettone per il bruco-mela.

Capita di addormentarsi profondamente dopo un'estenuante giornata di lavoro e risvegliarsi di soprassalto con qualcosa di peloso che sfiora una gamba (non pensate male: è solo un peluches!). O addirittura di trovarsi addosso una Gnoma a caso fiondatasi nel lettone o portata da Papozzo nella fase più profonda del mio sonno, quella denominata nonhopiùbanane.

Capita di trovare nei jeans dell'unico uomo di casa un fazzolettino di carta di Hello Kitty e immaginarselo in giro per lavoro mentre si soffia il naso con tale decorato accessorio in qualche cantiere popolato per lo più da maschi.


Conseguentemente, capita di riflettere sul fatto che loro sono ovunque, fuori o dentro di me, anzi, di noi.