venerdì 13 settembre 2013
Nella pancia
"Mamma, ho mangiato il dentino che dondolava..."
"Te l'avevo detto che dovevamo toglierlo! Era praticamente staccato."
"Mi sono accorta quando ho finito di mangiare perchè ho sentito il buco. Ma ormai lo avevo ingoiato insieme alle patatine"
"Si, infatti io avevo visto che aveva in bocca una patatina tutta rossa di sangue!"
"E perchè non le hai detto niente?"
"...."
"Mamma?"
"Si?"
"Ma la fatina viene lo stesso a portarmi i soldini?"
"Probabilmente te li porterà nella pancia..."
mercoledì 11 settembre 2013
Toccata e fuga
"Andiamo a fare un weekendone al mare? C'è ancora caldo..."
Le proposte di Papozzo vanno colte al volo, così siamo partiti venerdi all'una e mezza. Io direttamente dal lavoro, senza nemmeno passare per casa.
Venerdi, dopo aver lanciato le valigie nella stanza dell'albergo che ci ospitava, abbiamo portato le Gnome a bagnarsi i piedi nel tanto agognato mare. Ci sono entrate vestite. Non hanno saputo resistere.
La sera abbiamo partecipato alla festa che gli animatori dell'hotel avevano organizzato. E abbiamo conosciuto il maestro Vessicchio-Papozzo.
Sabato ci siamo fatti tantissimi bagni in mare, abbiamo mangiato un sacco, camminato nell'acqua, raccolto conchiglie e girovagato per negozi la sera.
Idem domenica, con l'aggiunta della visione di un meraviglioso castello di sabbia dove c'era la principessa sul ponte, la pista di atterraggio per l'elicottero, l'osteria, la farmacia, il kebabbaro, la pista ciclabile e tanto altro. Avremmo voluto fotografarlo, ma eravamo sprovvisti di tecnologie e durante la notte è piovuto e la magnifica costruzione si è sgretolata sotto il peso delle gocce.
Il giro serale è stato fatto in risciò e non vi dico il male ai polpacci il mattino seguente, vista la zavorra non pedalante composta dalle tre Gnome felici.
Per rinfrancarci dalla faticata, ci siamo concessi una bibita fresca in un bar sulla spiaggia. La Micrognoma, sorseggiando, rivolta verso il mare:"Mamma, ma adesso il mare è secco?"
Forse pensava che il bagnino, la sera, togliesse il tappo e la mattina lo riempisse con acqua pulita...
Lunedi, giorno di partenza, abbiamo impiegato metà mattina a liberare la camera, e metà pomeriggio nella ricerca di un orologio di Hello Kitty e di un braccialettino inevitabilmente dimenticati in albergo e ovviamente non più ritrovati.
Nonostante questo incidente, la nostra toccata e fuga al mare è stata soddisfacente.
mercoledì 4 settembre 2013
Di già???
No.
Oddio, domani inzia la materna?
Veramente?
E' già il cinque settembre?
Lo sapevo, sono preparata; i grembiulini sono pronti sugli appendini, gli zainetti devono solo essere riempiti con bavaglia e cambio, stasera.
Solo che ho avuto un flash: di già???
Quest'anno l'estate è stata particolarmente fugace. Non mi sono accorta che il tempo ha accelerato in una impennata.
E poi fa ancora caldo, non è stagione da scuola, ancora.
"Ma lo sai che domattina andate a scuola?"
"Di già?"
"Non hai voglia di vedere i tuoi amichetti?"
"..."
"Sai che passando davanti all'asilo, ho visto che nel giardino mettevano nuovi giochi? Uno scivolo e una altalena, mi sembra."
"Siiii!! E domani ci vado subito sopra!"
"Io sono nei Mezzani!"
"E io nei grandi!"
La mia mente non è pronta.
Mi auguro che la loro lo sia.
martedì 3 settembre 2013
Muse e altre attrazioni
La mia
Questo vuol dire che da ieri sono tornata al lavoro.
Ma significa anche che finalmente, dopo un mese interamente passato in casa, ho potuto godermi un week end con la mia famiglia, in giro.
Sabato mattina io e le Gnome abbiamo fatto una passeggiata per il paese, nel pomeriggio mi sono dedicata al restyling (sono andata a sistemare quella roba di tre colori e ingarbugliata che stava informe sulla mia testa), e la sera abbiamo partecipato ad una festa che si è svolta in piazza.
La domenica è stata decisamente meno soft.
Da prima che lo inaugurassero, il Muse era nei nostri progetti.
Quindi partenza ore otto, destinazione Trento.
Senza colazione per evitare spargimenti di varie sostanze lungo il tragitto.
Arrivo ore dieci e mezza circa.
Mangiare una brioches tiepida seduti davanti ad una costruzione così intrigante, come del resto è tutto il complesso Le Albere, pregustando con curiosità l'entrata al museo, mi ha lasciato una frizzante sensazione di entusiasmo come quando ero bambina.
Poca fila, siamo dentro.
Una gentile signorina con una sgargiante maglia rossa su cui risalta la scritta Muse ci consiglia di partire dalla terrazza panoramica, indirizzandoci agli ascensori dalle pareti di vetro, che ci permettono di fare una velocissima carrellata di gran parte dei piani.
Le Gnome vengono coinvolte in laboratori, stimolate da video su schermi touch screen, attirate dal personale che spiega loro un sacco di cose.
Fino alla fatidica frase "Ho fame".
Una delle cose che si può apprezzare è che il biglietto vale tutto il giorno, per cui si può optare per uscire dal complesso per andare a mangiare, per poi rientrare e riprendere il percorso da dove lo si era interrotto.
Solo che una volta fuori, si realizza che esiste un unico bar in tutto il quartiere ancora deserto.
Dato che a noi non piace vincere facile, decidiamo di prendere l'auto e spostarci di qualche chilometro: Folgaria! Ce lo meritiamo: da un mese non muoviamo un passo...
Grazie ai braccialetti antinausea e alla guida particolarmente attenta di Papozzo, torniamo al Muse senza problemi.
Rientriamo giusto in tempo per il laboratorio sulle bolle, molto apprezzato dalle tre fanciulle, che sono riuscite pian piano a spingersi quasi in prima fila.
Proseguiamo verso il piano più gradito, dove si trovano strani giochi che incuriosiscono i più piccoli, ma che anche i genitori non possono esimersi dal provare, con la scusa di fare vedere come si fa.
Ormai esausti, visitiamo la meravigliosa ma veramente troppo calda serra tropicale, per poi uscire definitivamente dalla costruzione, anche perchè una voce ripete insistentemente in tre diverse lingue che il museo sta per chiudere.
Una volta in marcia, a non più di un chilometro dalla partenza, tre quinti dei passeggeri dell'Astrobubu dormono. Dopo circa un paio di ore, vicini a casa, io e Papozzo decidiamo di completare la giornata con una capatina alla Festa della Birra che si svolge nel paese vicino al nostro, dove si può mangiare qualcosa in caso di fame, e ascoltare tale Timoty Cavicchini.
Chiiii????
Timoty Cavicchini, quello che ha vinto quel reality!
Io non lo conosco affatto, e questo può voler dire solo due cose: 1) sto diventando vecchia; 2) non guardo abbastanza tv.
La seconda è sicuramente vera.
sabato 31 agosto 2013
Cozze, fragole dure e ...
Ieri mattina, mentre io ero nell'ufficio di Papozzo, al piano di sotto, le Gnome giocavano con la Nonna A.
Tutto normale, fino alla frase:
"Nonna, ho il vomito."
La nonna, preoccupata, seguendola:
"Vai in bagno."
Poco dopo, mi ritrovo la Micrognoma a fianco, scesa appositamente per raccontarmi l'accaduto:
"Mamma, ho vomitato e adesso mi fa male la pancia."
"Povera la mia bimba...ma vedrai che ora passa tutto. Stenditi sul divano un po'."
"Va bene. Ma avevo mangiato una cozza intera e l'ho vomitata!"
"Amore, è impossibile: l'ultima cozza che hai mangiato è stata venerdi scorso."
Passa un quarto d'ora e sento un dialogo tra lei e la nonna:
"Nonna, mi fa tanto male la pancia e non mi sento bene."
"Ma cosa ti è successo?"
"Ho mangiato una fragola rossa e dura"
Nel sentire questa frase ho drizzato le antenne, dal momento che in casa nostra non si vede una fragola da almeno un mese abbondante. Salgo di corsa le scale.
"Micrognoma, cos'è che avresti mangiato?"
"Una fragola rossa e dura, di quelle dei giochi."
"Quelle finte, di plastica?"
"Ma mamma, è impossibile! C'è il pomodoro, la mela, l'uva, ma io fragole non ne ho mai viste!" controbatte la Gnoma Grande.
"Micrognoma, cosa hai mangiato veramente?"
"In effetti, quando ha detto che aveva il vomito, in bagno, ha sputacchiato qualcosa di rosa, ma era saliva colorata. Pensavo avesse mangiato un biscotto a colazione...", si affretta ad aggiungere la nonna.
Intanto cerco con gli occhi in mezzo ai giochi qualcosa che la piccola possa avere ingerito giocando....ed ecco spuntare tra piattini e pentolini delle inquietanti irregolari palline di non ben identificato materiale colorato di rosa, rosso, verde, blu, che potevano essere pongo o plastilina, regalati tempo fa da non so più chi.
"Non avrai mica mangiato le palline di pongo, vero?"
Annuisce con la testa, timidamente.
"Ma non si mangiano quelle cose, non sono buone!!! Piuttosto mangia un biscotto o una caramella, ma il pongo no!"
Chiamo Papozzo, segue breve consulto dei familiari, con conseguente telefonata alla pediatra guru, sperando che sia in ambulatorio e che risponda al telefono. Spiego sinteticamente la situazione, lei mi tranquillizza, dicendomi che per sicurezza chiede informazioni al centro antiveleni (al suono di questo termine mi è venuta un po' di tremarella di gambe), ma che sicuramente quel genere di prodotti per bambini sono atossici.
Dopo una bella scorpacciata di gnocchi, di mal di pancia, nemmeno l'ombra.
E neppure di pongo/plastilina e altri simili, prontamente fatti svanire nel nulla.
venerdì 30 agosto 2013
Già cinque
Tu, che sei la più coccolona delle tre, che non aspetti altro che essere sola con me per una dose extra di baci e morsicotti, tu che con me hai un rapporto particolare.
Tu, che non vedi l'ora di imparare a scrivere, e sopratutto a leggere, per poterti sdraiare accanto a me nel lettone con un libro in mano.
Tu, che ti trucchi come insegna Clio, ma con un occhio a come faccio io.
Tu, che più ti portano in giro, più sorridi, anche se dobbiamo andare a cinque minuti da casa.
Tu, che hai gli occhi che si illuminano quando ridi, e le guanciotte da mordere.
Tu, che sei pigrissima e quando dico che è ora di mettere ordine, trovi una scusa tipo il mal di pancia.
Tu, che hai abbandonato da poco il tuo bibe quotidiano, lasciando così definitivamente anche il latte.
Tu, che se qualcuno non capisce subito quello che vuoi dire, ti arrabbi tantissimo e inizi ad urlare.
Tu, che hai quell'irresistibile puntino, affidabile segnale di cambiamenti metereologici, a cui, asciugandolo, appiccico le mie labbra dopo ogni tua doccia.
Tu, che da piccola non dormivi mai, mentre adesso non ti sveglieresti mai al mattino.
Tu, che sei stata il mio parto più veloce, ma anche il travaglio più doloroso.
Tu, che tra qualche giorno sarai nei Grandi alla materna!
Tu, la mia Gnoma di Mezzo, ma lo sai che hai già cinque anni?
Sembra ieri che mi inebriavo dei tuoi occhietti stropicciati che parevano verdi già da subito.
martedì 27 agosto 2013
Pillole 20
Micrognoma
"Mamma, ma ce l'ho ancoRa il mio neus dietRo la gamba?"
"Devo scuotaRe il baRattolo!"
"Ho mangiato la mollicola del pane con il pRosciutto."
"Avevo tutto il dito insanguato!"
"Mamma, hai fatto pRopRio un buonissimo Robbisss!" (roastbeef)
"Io sono la giRidente della scuola"
Gnoma di Mezzo
"Ci sono delle persone che sanno addrestare i cani. Dicono: seduto! e i cani si siedono!"
"Buona questa uva! Non ho trovato nemmeno un seme in questo acido!"
"Hai le mani implatonate di crema!"
"Lo sapete che la nonna ha fatto duecentocinquantacento vasetti di conserva?"
"Questi colori stanno in rima. Il rosso e il fucsia stanno in tono."
"Ci sta per la fare!" (ce la sta per fare)
Gnoma Grande
"Mamma, come è quella parola? Consortista? No...come si dice? Quelle persone che si muovono strane e si piegano..." (contorsionista)
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